Editoria, il piano di Elkann per Gedi: Opa, delisting e niente spezzatino

Editoria, il piano di Elkann per Gedi: Opa, delisting e niente spezzatino

Editoria

Domani il board di Cir per l’esame dell’offerta sul gruppo: faro sulle mosse dei soci di minoranza. La volontà di Elkann: garantire stabilità e rispetto dell’indipendenza redazionale

di Andrea Biondi e Carlo Festa

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(ANSA)

3′ di lettura

Passerà da un’Opa e da un possibile delisting la presa di controllo della holding Exor degli Agnelli-Elkann sul gruppo Gedi, la cui quota di riferimento è in mano alla Cir della famiglia De Benedetti.

L’offerta di Exor, già socio di minoranza di Gedi, per il gruppo editore di La Repubblica e L’Espresso sarà sul tavolo del consiglio di Cir domani e, salvo sorprese, dovrebbe essere accettata dall’attuale azionista di controllo. Oggi Gedi Gruppo Editoriale capitalizza 144 milioni di euro. Sull’entità dell’offerta si avranno ragguagli domani, ma i riflettori vanno anche sui piccoli azionisti di Gedi e su alcuni soci storici che possiedono quote di minoranza: la famiglia De Benedetti con Cir Ord ha infatti oggi il 43,8% delle quote, la famiglia Agnelli il 5,99%, Giacaranda Falck il 5,08% e Carlo Perrone il 5,02 per cento.

Resta da capire, appunto, cosa faranno dei loro pacchetti azionari questi ultimi due soci. In particolare Giacaranda Falck negli ultimi tempi si sarebbe mostrata molto critica nei confronti di gestione e proprietà. Comunque si tratta di quote fondamentali per arrivare a un delisting che, stando a valutazioni degli operatori sul mercato, sarebbe l’approdo per permettere a John Elkann di riorganizzare il gruppo secondo i propri piani, stringendo al massimo i tempi.

No alla cessione di Repubblica

Proprio fonti vicine al presidente e Ceo di Exor hanno affermato all’Ansa che l’obiettivo è garantire «stabilità e indipendenza» al gruppo Gedi e che non c’è dunque nessuna intenzione di vendere La Repubblica separatamente né di scorporare le radio. Insomma, nessuno spezzatino all’orizzonte e neanche una cessione di La Repubblica a Carlo De Benedetti e al suo progetto di Fondazione. L’ex presidente di Cir non ha rilasciato commenti nelle ultime ore. La trattativa per la vendita del gruppo Gedi a Exor è stata portata avanti dai suoi figli e dall’ad di Cir, Monica Mondardini con i relativi avvocati. Nessun altro è stato messo al corrente sul tema e nemmeno Carlo De Benedetti sarebbe stato informato.

Dopo le polemiche degli scorsi mesi, in cui l’Ingegnere aveva accusato i figli di non avere la passione per i giornali, e dopo l’offerta di Romed per la sola Repubblica bocciata da Cir, la trattativa con il socio Exor si è sbloccata in qualche settimana. E l’interesse sarebbe dunque per tutto il gruppo nato due anni e mezzo fa dall’integrazione della Itedi di Fca e famiglia Perrone (che portava in dote La Stampa e Il Secolo XIX) nel gruppo Espresso.

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