“Mission possible”: intercettare gli asteroidi

“Mission possible”: intercettare gli asteroidi

Almeno degli asteroidi in rotta contro la Terra, forse, non dovremo preoccuparci più. Al Politecnico di Milano parte infatti un progetto di studio triennale, finanziato e realizzato insieme all’Esa, l’Agenzia spaziale europea, per l’utilizzo della futura stazione spaziale LOP-G, la Lunar Orbital Platform – Gateway, come piattaforma di lancio per sonde destinate, appunto, a intercettare asteroidi provenienti dallo spazio profondo. E in caso anche per deviarli, evitando la collisione con il nostro Pianeta.

I calcoli

«Calcoleremo se è possibile, e in maniera tempestiva, le rotte e interagiremo con oggetti naturali che arrivano dallo spazio profondo», ci spiega la professoressa di Meccanica del volo Michèle Lavagna, che coordina il progetto internazionale. «Lo studio ha una doppia funzione. Intanto di protezione primaria, ovvero per fermare un meteorite che si avvicina alla Terra. Una sonda dedicata potrà partire velocemente e impattare questo oggetto, deviandolo dalla sua traiettoria. Dobbiamo però fare simulazioni di calcolo molto precise: sono estremamente importanti sia il tempo sia la direzione del lancio. Una sonda pesa al massimo qualche tonnellata in confronto a un masso di migliaia di tonnellate e, quindi, bisogna essere precisissimi nel punto e nell’energia dell’impatto. Non è come muoversi su un’autostrada terrestre. Nello spazio c’è l’attrazione degli altri pianeti, bisogna considerare un campo di forze molto complesso per capire come e quando far partire la sonda. In più sono oggetti che non sappiamo da dove e quando arriveranno, bisogna essere veloci nella reazione».

Ma il progetto ha anche una valenza di ricerca scientifica. «Potremmo avvicinarci alle comete, sassi con parecchio materiale ghiacciato all’interno. Il contenuto gassoso della coda può dare indizi prebiotici fondamentali sull’apparizione della vita sulla Terra», aggiunge Lavagna, che è allieva della “signora delle comete”, Amalia Finzi, e conferma che al Politecnico di Milano l’ingegnera aerospaziale non è assolutamente un campo di soli uomini.


Il “protagonista” in orbita

Protagonista sarà il LOP-G, un’infrastruttura orbitante polifunzionale, composta da numerosi moduli: i primi inizieranno a a vedere la luce intorno al 2021, mentre la struttura più articolata, e quindi sfruttabile, sarà in servizio dal 2024. Posizionata in prossimità della Luna, fungerà da punto di appoggio e di rifornimento prima di avventurarsi verso Marte, ma anche come importante piattaforma scientifica, di comprensione e osservazione dello spazio profondo.

Ma perché avere una sorta di mega-satellite che sta piazzato su un “trampolino di lancio” tra la Luna e la Terra è più vantaggioso che lanciarlo dal nostro Pianeta? «Intanto perché l’osservazione di meteoriti e comete è ostacolata dall’atmosfera, mentre dallo spazio si gode di una maggiore visibilità. E poi perché sarà più facile gestire, a corredo del progetto, un veicolo dedicato con tutte tecnologie necessarie per portare a termine la missione». 

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