Coronavirus in Lombardia, Fontana: «Preoccupato, nuovi contagi intorno a 2.500»

Coronavirus in Lombardia, Fontana: «Preoccupato, nuovi contagi intorno a 2.500»

ultimi dati

Il governatore della Regione ha espresso la sua preoccupazione insieme alla previsione di nuovo incremento dei casi

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Coronavirus in Italia: l’emergenza continua – Reuters

2′ di lettura

L’allarme di Fontana, governatore della Lombardia: «Oggi siamo intorno ai 2.500» positivi in più in rispetto al dato di mercoledì 25 marzo. Fontana, ha risposto nel corso di una conferenza stampa a chi gli chiedeva quale fosse il trend dei contagi. «Io personalmente – ammette – sono preoccupato». Ma il lavoro di analisi sui dati odierni, aggiunge, «non è ancora concluso».

Sui tamponi per il Coronavirus «se ci arriveranno nuove indicazioni ne prenderemo atto e come sempre ci adegueremo» ha aggiunto il presidente della Lombardia. «Mi auguro che su questo argomento non ci siano ulteriori fraintendimenti perché rischiano di essere fuorvianti per i cittadini: parli – è il suo invito -solo l’Istituto superiore di Sanità, parli solo

l’organismo tecnico del ministero e dica cosa si deve e non si deve fare».

Quasi a fare eco alle parole del governatore Fontana, arriva un messaggio del fondatore della Lega Umberto Bossi: «Mai mulà, tegn dur». Bossi, da Gemonio, lancia alla Lombardia il suo appello a non mollare mai.

Dove eravamo rimasti: i dati del 25 marzo

Lasituazione in Italia nella giornata di mercoledì 25 marzo. I casi totali sono saliti a 74.386, per un incremento del 7,5%, contro l’8,2% del giorno precedente. I morti sono saliti a 7.503, contro i 6.820 di martedì: 683 in più, pari a un incremento del 10%.

In Lombardia mercoledì si contavano 296 morti in più, che portano il totale a 4.474, oltre il 7% in più rispetto a martedì, quando però il numero di decessi era stato di 402 in una giornata. Il numero di casi totali è salito a 32.346, 1.643 in più rispetto alla giornata di martedì 24 marzo (pari a un incremento del 5,35%), ma sintomo di un rallentamento. Intanto, secondo una ricerca, il coronavirus era presente in Lombardia sin dal 1° gennaio 2020. L’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, sottolinea che «la pressione sui pronto soccorso è in calo e questo dato, che è la voce della trincea, è costante».

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