Bce: più liquidità alle banche ma potrebbe non bastare

Bce: più liquidità alle banche ma potrebbe non bastare

LA RIUNIONE DI APRILE

Calano i tassi sulle operazioni di liquidità a lungo termine mentre sono stati introdotte nuove aste “pandemiche”. Il rialzo della curva dei rendimenti richiede però interventi più incisivi. «Benvenuto» il Recovery fund.

di Riccardo Sorrentino

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(REUTERS)

3′ di lettura

La Banca centrale europea vuole, e deve, fare molto di più. Le condizioni finanziarie di Eurolandia si sono paradossalmente irrigidite, dopo l’esplosione della pandemia, soprattutto a causa delle tensioni sui rendimenti sui titoli di Stato dei Paesi privi di un rating AAA (l’enorme mercato italiano è sicuramente responsabile di questa reazione avversa). La base monetaria – la liquidità immessa – è aumentata; ma meno, per esempio che negli Stati Uniti.

La riunione di aprile è stata allora l’occasione per abbassare ulteriormente i tassi sulle aste di liquidità di lunga durata, e finalizzate ai prestiti alle imprese, le Tltro, che ora saranno pari a 50 punti base (0,50 punti percentuali) in meno del tasso di riferimento medio per il periodo dell’operazione (oggi è a quota zero, quindi le aste offrono liquidità a tassi negativi).

La Bce – che si aspetta per il 2020 un pil in calo tra il 5 e il 12% (-15% il secondo trimestre), in dipendenza dalla durata e dal successo delle misure di contenimento e una ripresa la cui velocità ed entità restano «altamente incerte» – ha inoltre introdotto le Peltro, le Pandemic emergency long term refinancing operations, a un tasso un po’ più alto, o,25 punti in meno rispetto al tasso di riferimento medio. Da maggio saranno realizzate sette aste che saranno un backstop per la liquidità e avranno lo scopo di garantire il buon funzionamento del mercato monetario.

È stato inoltre confermato tutto il pacchetto di misure per sostenere e riparare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria. In particolare, la Bce ha spiegato di essere «pienamente preparata ad aumentare le dimensioni del Pepp», il quantitative easing pandemico da 750 miliardi, «e adattarne la composizione, per quanto necessario e per il tempo necessario».

È inoltre pronta a «rivedere tutti i suoi strumenti, se appropriato, per assicurare che l’inflazione si muova verso l’obiettivo in modo sostenuto, in linea con il suo impegno alla simmestria». Divergenze dall’obiettivo, verso il basso e verso l’alto saranno quindi considerate ugualmente inaccettabili.

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