Brusaferro: «Curva contagi in calo, crescono gli asintomatici. Scende il rischio Lombardia»

Brusaferro: «Curva contagi in calo, crescono gli asintomatici. Scende il rischio Lombardia»

italia a più velocità

In tutte le regioni casi in decremento, ma rimangano le differenze tra le regioni che dividono in tre aree il paese. Anche in Lombardia scendono giornalmente i casi

di Nicoletta Cottone

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In tutte le regioni casi in decremento, ma rimangano le differenze tra le regioni che dividono in tre aree il paese. Anche in Lombardia scendono giornalmente i casi

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«In tutte le regioni i casi sono in decremento, ma rimangano le differenze tra le regioni che dividono sostanzialmente in tre aree il paese. Anche in Lombardia c’è un decremento giornaliero dei casi». Buone notizie dai dati odierni forniti dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa settimanale all’Iss sull’andamento dell’epidemia di Covid-19. «La curva epidemica è stabile e in calo. Ora tanto più andremo verso un numero di casi limitato tanto più il sistema sarà sensibile per individuare subito i casi. Sta crescendo la quota degli asintomatici», ha spiegato Brusaferro, sottolineando come i comportamenti corretti siano determinanti per la circolazione del virus nel Paese.

Rt sotto 1 in tutte le regioni tranne Val d’Aosta

L’indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Val d’Aosta, dove si registra un valore pari a 1.06. Il dato emerge dal report settimanale del monitoraggio sulla fase 2 dell’Iss. Per la Val d’Aosta si considera l’indice una oscillazione momentanea mentre la Lombardia è in decremento. Soddisfatto il governatore Attilio Fontana della discesa dell’Rt della Lombardia a 0,51 (era 0,62 nella rilevazione della scorsa settimana. «Un primo passo avanti verso la tanto auspicata ‘nuova normalità’ e un premio alla volontà dei lombardi, cui va il mio ringraziamento, che hanno rispettato le regole».

Per la mobilità fra regioni serve un numero dei casi ancora inferiore

La questione della «mobilità tra le Regioni va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo», ha detto Brusaferro. L’indice di contagi Rt, invece, «cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio al riguardo per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioè come ci si sposta».

Indice contagi Rt oscillante nel paese, va letto con altri dati

Brusaferro ha spiegato che c’è una grande oscillazione dell’indice Rt di contagio sul territorio. «Ma l’Rt non è una pagella, ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati». Non possiamo escludere, ha spiegato il presidente di Iss, «un incremento nelle prossime settimane, ma non si tratta di una pagella settimanale delle regioni. Però possiamo incamminarci con fiducia sapendo che ci potranno essere momenti di incremento dei casi ma sapendo anche che abbiamo un sistema capace di intercettarli».

Nessun segnale sovraccarico per terapie intensive

L’Italia è a più velocità, ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, «ma non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapia intensive, sia per quanto riguarda i reparti. L’obiettivo è evitare la ripartenza di curve epidemiche sapendo che ci potranno essere degli episodi di ricrescita dei casi nei territori» .

Rezza: «Mantenere alta la capacità di individuare i focolai»

Il neo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha sottolineato come si debba «mantenere costantemente alta l’attenzione di identificazione dei focolai anche durante il periodo estivo». In tal senso, ha spiegato, «globalmente mi sembra stia aumentando la resilienza da parte delle Regioni». Rezza ha ricordato che dalla fase 1 alla fase 2 sono importanti la responsabilità dei singoli e la responsabilità pubblica in grado di rilevare piccoli segnali d’allarme.

Aifa (Magrini): «Vaccino tra primavera ed estate 2021»

«Ci sono più vaccini promettenti, 5-6 in fase avanzata, e anche l’Italia partecipa in diversi modi. A mio avviso il tempo ragionevole per pensare a un vaccino è primavera, estate prossima, non penso per settembre ci possa essere alcun vaccino disponibile, pur contando risultati molto buoni, come sembrano gli studi di fase 1. Speriamo l’anno prossimo e speriamo sia più d’uno e che le capacità di produzioni siano adeguate», ha spiegato il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini.

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