Fca e Aspi, via libera ai prestiti da Intesa e UniCredit

Fca e Aspi, via libera ai prestiti da Intesa e UniCredit

nel quadro del decreto liquidità

Sì all’erogazione di 6,3 miliardi di euro chiesti da Fiat Chrysler per far fronte alle difficoltà dovute all’emergenza Coronavirus. Anche nel caso dell’ok dell’istituto di piazza Gae Aulenti a un finanziamento da 1,25 milardi serviranno altri due passaggi, la garanzia di Sace e il benestare del Tesoro

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(Afp)

Sì all’erogazione di 6,3 miliardi di euro chiesti da Fiat Chrysler per far fronte alle difficoltà dovute all’emergenza Coronavirus. Anche nel caso dell’ok dell’istituto di piazza Gae Aulenti a un finanziamento da 1,25 milardi serviranno altri due passaggi, la garanzia di Sace e il benestare del Tesoro

2′ di lettura

Via libera di Intesa Sanpaolo all’erogazione del prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fiat Chrysler per far fronte alle difficoltà dovute all’emergenza Coronavirus. La delibera è arrivata ieri a valle del consiglio di amministrazione della banca che si è tenuto in mattinata. Un importante passo avanti su cui la borsa aveva scommesso nelle ultime sedute: anche ieri il titolo di Fca a fine giornata ha segnato +3,9%, complice anche la buona intonazione di tutto il comparto europeo dell’auto galvanizzato dalle speranze di una ripresa economica e di un ritorno alla piena circolazione ma soprattutto dall’attesa per il piano del Governo francese sulle quattro ruote svelato dal presidente Emmanuel Macron.Tornando al dossier del prestito, il semaforo verde dell’istituto guidato da Carlo Messina rappresenta uno step importante ma non risolutivo.

Dopo la decisione di Intesa Sanpaolo sono infatti previsti due ulteriori passaggi: con la Sace, che deve approvare la garanzia pubblica alla linea di credito fino all’80%, e con il governo, che ha permesso l’operazione attraverso il Decreto Liquidità. Lo stesso esecutivo, come ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha posto come condizioni che «si confermino e rafforzino gli investimenti nel nostro Paese, che si mantenga l’occupazione e che non ci siano delocalizzazioni». Una serie di garanzie concesse dalla casa automobilistica italo americana in cambio di un prestito che dovrà essere restituito nel giro di tre anni a tassi comunque agevolati. Ma con impieghi altrettanto rigidi. Il finanziamento è destinato esclusivamente alle attività italiane concentrate in Fca Italy e al sostegno della filiera automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese. Dunque, l’operazione servirà al gruppo presieduto da John Elkann per portare avanti il piano da 5 miliardi di investimenti per gli stabilimenti italiani, per le spese relative al personale e i pagamenti dei fornitori.

UniCredit dice sì ad Autostrade

Anche l’istituto di piazza Gae Aulenti ha già approvato il finanziamento da 1,25 miliardi destinato ad Autostrade per l’Italia che, sempre nell’ambito del Dl Liquidità, dovrebbe essere garantito da Sace con il benestare del Tesoro. Il board di UniCredit, secondo quanto risulta a Radiocor, nei giorni scorsi avrebbe dato il proprio via libera al prestito che risultava in linea con tutte le prerogative richieste dal decreto: Aspi è una grande azienda, strategica per il Paese con risvolti occupazionali importanti e ha subito e subirà un impatto significativo dal Covid con un calo del traffico del 30% stimato nel 2020 e un calo dei ricavi previsto in 1 miliardo. L’erogazione, in ogni caso, è ovviamente soggetta al via libera di Sace e del Tesoro: un passaggio tutt’altro che scontato visto che i primi due incontri tra i tecnici di Aspi e quelli del Mef non hanno dato risultati concreti e la questione della garanzia pubblica ha avuto l’effetto di alzare nuovamente i toni del confronto tra la controllante Atlantia e il Governo sul tema della concessione.

UniCredit, va ricordato, è capofila di un consorzio ed è già previsto, in caso di erogazione del finanziamento, che esso venga sindacato con Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Bpm, Bnp Paribas-Bnl e Natixis.

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