L’attacco di Zingaretti: «Ci sono scellerati che si tolgono la mascherina»

L’attacco di Zingaretti: «Ci sono scellerati che si tolgono la mascherina»

«Bisogna continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici che bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani». Il segretario del Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti non risparmia le critiche contro e si scaglia contro quelli che lui definisce «scellerati», ovvero le persone che rifiutano di rispettare le regole per evitare che la curva dei contagi da coronavirus si rialzi e la pandemia torni fuori controllo.

Parole dure, raccolte in un’intervista a Fanpage, che sembrano una non troppo velata polemica ai comportamenti del leader della Lega, Matteo Salvini. Che il 27 luglio si è presentato a un incontro al Senato intitolato «Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti» senza mascherina, aggiungendo: «Non ce l’ho e non la indosso». E che ha anche dichiarato che «Il saluto con il gomito è la fine della specie umana».

Il monito di Mattarella

L’attacco di Zingaretti arriva a 24 ore di distanza da un ben più pacato – ma significativo – monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «C’è la tendenza a dimenticare e rimuovere le esperienze sgradevoli — «ed è il caso di sottolineare che anche una sola vittima costituisce motivo per non abbassare le difese». E soprattutto affonda: «Talvolta viene evocato il tema della violazione delle regole di cautela sanitaria come espressione di libertà. Non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà. Ma naturalmente occorre tener conto anche del dovere di equilibrio con il valore della vita... Imparare a convivere con il virus finché non vi sarà un vaccino risolutivo non vuol dire comportarsi come se il virus fosse scomparso».

«Riscrivere il patto con la Libia»

Zingaretti passa poi a parlare dell’emergenza migranti: «Il famoso memorandum con la Libia va riscritto e il Partito democratico ha anche chiesto che questo venga fatto in breve tempo. Ma io credo una cosa: quando in Paese c’è un tema di diritti umani, andarsene via facendo finta che così si risolve il problema è sempre sbagliato». Il Memorandum Italia Libia è un patto che era stato sottoscritto dall’ex ministro dell’Interno Minniti (governo Gentiloni) nel 2017 per limitare gli sbarchi sulle coste italiane di migranti provenienti dal Nord Africa. Un accordo che è stato oggetto di ripetute critiche, soprattutto da parte delle organizzazioni umanitarie, perché di fatto affida alla Libia la sorveglianza sulle coste con un finanziamento da parte dell’Italia. Al momento i ministri Di Maio e Lamorgese sono già all’opera per riscriverlo. «L’atteggiamento che bisogna casomai avere è spingere la comunità internazionale, l’Europa, a essere ancora più protagonisti per condizionare quello che sta accadendo in quel Paese. La nostra filosofia è questa: nessuna arrendevolezza o occhi chiusi. Anzi, spingere l’Europa a promuovere corridoi umanitari, quote di accoglienza, chiamare l’Onu. Anche rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi, quando si è sparato a dei migranti serve una commissione d’inchiesta indipendente. Ma tutto questo richiede protagonismo», conclude Zingaretti.

1 agosto 2020 (modifica il 1 agosto 2020 | 13:08)

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