Vacanze italiane, tutti i cantieri stradali che frenano il grande esodo

Vacanze italiane, tutti i cantieri stradali che frenano il grande esodo

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L’estate del Covid potrebbe essere la peggiore mai vista sulle strade italiane durante gli esodi vacanzieri. Lo temono gli esperti e gli addetti ai lavori, perché con la pandemia molti dovrebbero scegliere di muoversi in auto. Ma troveranno una rete in condizioni tanto critiche che in molti casi non ci si può permettere di rimuovere in agosto la maggior parte dei cantieri e dei restringimenti di carreggiata.

Le maggiori criticità sono visualizzate nella mappa sotto.

Previsioni e degrado

I segnali che vengono da giugno e luglio, i primi mesi in cui è stato permesso di tornare a spostarsi da una regione all’altra dopo il lockdown, non sono confortanti: code tanto lunghe da portare non di rado alla paralisi la Liguria e i 150 chilometri dell’A14 Adriatica tra Porto Sant’Elpidio (Fermo) e Vasto (Chieti). Con tanto di interventi della Protezione civile e distribuzione di generi di conforto da parte di Autostrade per l’Italia (Aspi), che si è vista anche costretta a concedere agevolazioni o addirittura esenzioni sui pedaggi nei tratti più critici e a fine luglio ha ricevuto dal ministero delle Infrastrutture una contestazione formale per ritardi nei lavori, con richiesta di danni (sia pure nell’ambito delle trattative per l’uscita dei Benetton dalla società).

LA MAPPA

Cantieri aperti durante il mese di agosto su raccordi autostradali, autostrade e principali superstrade: numero di attività e dettaglio

LA MAPPA

IL DETTAGLIO DEI CANTIERI

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Dunque, l’assenza quasi totale dei turisti stranieri pare compensata dal fatto che molti italiani non possono andare in ferie e fanno viaggi mordi-e-fuggi. Inoltre, chi può andare in ferie difficilmente può farlo all’estero e, date le incertezze legate al Covid, evita prenotazioni di treni, aerei e alberghi. Tutti motivi per mettersi in auto (peraltro anche in momenti insoliti, cosa che rende più difficile le previsioni sul traffico). Ma lo si fa senza mettere in conto il degrado ormai conclamato della rete viaria.

Questo ha portato a crolli, sequestri e, finalmente, all’avvio di controlli e lavori per invertire la tendenza. Le conseguenze si sono iniziate a vedere già dall’estate 2019, ma da settembre si sono acuite per ulteriori crolli e per la crescente pressione delle inchieste giudiziarie. Tutte situazioni ben diverse da quei cantieri programmati che eravamo ormai abituati a non trovare in agosto. E poi i cantieri già avviati hanno dovuto fermarsi per almeno qualche settimana durante i due mesi di lockdown: anche Aspi, pur essendo il gestore che aveva più interesse e forza per andare avanti comunque, ha avuto uno stop di qualche giorno.

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