Il premier Conte:  i verbali del Cts? Nulla da nascondere. Messo in sicurezza il Sud e l’intero Paese, penso al Ponte sullo Stretto

Il premier Conte: i verbali del Cts? Nulla da nascondere. Messo in sicurezza il Sud e l’intero Paese, penso al Ponte sullo Stretto

Nel Recovery Plan anche misure per migliorare la sanità

Il premier ha quindi ricordato le misure messe in pista anche nell’ultimo decreto di Agosto per sostenere il sistema sanitario, a cominciare dai nuovi fondi per tagliare le liste d’attesa. Quanto al nodo dell’edilizia sanitaria, Conte ha spiegato che «dobbiamo completare alcuni ospedali, dobbiamo migliorare l’efficienza di alcune strutture. Ma molti di questi progetti rientreranno anche nel piano di rilancio. Il Mes? No, frattanto abbiamo chiesto il fondo Sure, che sono 28,5 miliardi». I medici, ha quindi aggiunto, «sono stati una grande risorsa per il paese, insieme al personale infermieristico e sanitario, dobbiamo molto a loro».

Verbali mai secretati, pubblicheremo tutto

Conte ha poi rivendicato le decisioni assunte dalla politica nel corso dell’emergenza. «Ho sempre detto che avremmo lavorato fianco a fianco con gli scienziati ma mai che avremmo ceduto delle responsabilità, c’è un compito della politica. Non ho mai detto che avremmo seguito alla lettera le loro valutazioni». Quanto ai verbali, il premier ha assicurato «che quando c’è un processo decisionale così delicato io rivendico che quei verbali restino riservati. Ma non significa secretati, non ho mai posto un segreto di Stato. E vi annuncio che sono il primo che consentirà la pubblicazione di tutto, non abbiamo nulla da nascondere». Non si è sbilanciato, invece, sul caso del governatore lombardo Attilio Fontana: «Sarà la magistratura a fare le sue valutazioni».

Il vaccino non deve essere obbligatorio

Poi, alla domanda se ci saranno rischi di un nuovo possibile ritorno del virus in autunno, Conte replica in modo molto netto. «Non abbiamo la palla di vetro per predire quello che succederà, non lo sanno nemmeno gli scienziati. Ma noi dobbiamo evitare di tornare in una situazione che risulta di difficile controllo e dobbiamo continuare a utilizzare la mascherina». Sui tempi del vaccino, poi, il premier aggiunge «che in Italia e in Europa è stato fatto molto» e «se mi dovessero confermare queste proiezioni ottimistiche c’è la possibilità di mettere il vaccino presto a disposizione di tutti e anche di altri Paesi Ue. Quanto presto? Mesi diciamo. Entro l’anno? Speriamo». Il vaccino, ha aggiunto, «non dovrà essere obbligatorio, ma deve essere messo a disposizione».

Per il Ponte sullo Stretto penso a miracolo dell’ingegneria

L’intervista vira quindi sul Recovery Plan Italiano. «Molte delle risorse saranno dedicate alle infrastrutture, cercheremo molto di migliorare il piano delle infrastrutture, ferroviario e viario», ha spiegato Conte che torna quindi sul nodo del Ponte sullo Stretto di Messina. «Non posso dire che faremo il Ponte, dobbiamo realizzare prima l’alta velocità fino a Reggio Calabria, ma dobbiamo porci il tema di questo collegamento. Sullo stretto dobbiamo pensare, quando si realizzeranno le condizioni, a un miracolo dell’ingegneria, dovrà essere una struttura leggera, che tuteli l’ambiente e, se nel caso, anche sottomarina».

Obiettivo del governo non è la banca pubblica

Quanto all’intervento dello Stato imprenditore nell’economia, Conte ha sottolineato che questa possibilità dovrà essere valutata soprattutto con riferimento ad asset strategici per il Paese. Mentre sull’ipotesi di una banca pubblica al servizio delle attività del governo. «L’obiettivo del governo non è la banca pubblica – ha precisato il premier -. Abbiamo fatto un intervento molto significativo in Mps e anche qui siamo intervenuti per mettere in sicurezza una banca importante per il tessuto economico pugliese». E, davanti alle accuse di un governo troppo meridionalista, il presidente del Consiglio parla «di sciocchezze». Per la prima volta con Dl agosto prevediamo questo sistema di decontribuzione del 30% per tutte le imprese che sono al Sud, è una misura di grande impatto ma non è una misura di vantaggio per il Sud. Faremo in modo che sia strutturale, ma man mano che il deficit di produttività si riequilibrerà noi andremo a diminuire questo vantaggio del Sud perché non sarebbe più giustificato. E se riparte il Sud riparte tutta l’Italia e non sarà più la zavorra del Paese».

Read More

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.