Bonus  Covid, ecco chi sono i duemila amministratori locali che hanno chiesto i 600 euro

Bonus  Covid, ecco chi sono i duemila amministratori locali che hanno chiesto i 600 euro

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Se per ora nessuno dei deputati si è tatto avanti, nuove confessioni giungono da Comuni e Regioni

di Andrea Marini

Restitui’ il bonus di 600 euro: “Politici hanno perso contatto con la realta’”

Se per ora nessuno dei deputati si è tatto avanti, nuove confessioni giungono da Comuni e Regioni

2′ di lettura

Non ci sono solo tre deputati (più due che si sarebbero visti rigettare la domanda), ma anche duemila amministratori locali che hanno beneficiato del bonus da 600 euro dato alle partite Iva per fronteggiare l’emergenza Covid. E se per ora nessuno dei deputati si è tatto avanti, nuove confessioni giungono da Comuni e Regioni. Anche perché le retribuzioni degli amministratori locali non sono certo paragonabili a quelle di un deputato o un senatore

Dai consiglieri comunali a quelli regionali

Due consiglieri comunali di Ancona, Angelo Eliantonio (Fdi) e Francesco Rubini (Altra Idea di Città), rivendicano il bonus come necessità, visto l’esiguo gettone di presenza. Ma sono i consiglieri regionali a fare più rumore. Ubaldo Bocci, ex sfidante di Nardella da sindaco di Firenze, spiega di aver dato i soldi in beneficenza, così come fa Diego Sarno, consigliere Pd in Piemonte. “Non fai beneficenza col bonus dello Stato!”, si indigna Stefano Bonaccini.

In Veneto l’ira di Zaia

In Veneto il presidente Luca Zaia, che da giorni chiede di far “uscire i nomi”, ventila la possibilità di escludere dalle liste per le regionali (la scadenza è il 20 agosto) degli amministratori col bonus: in Veneto spuntano tre leghisti, i consiglieri Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e il vicepresidente della giunta Gianluca Forcolin, che parla di un errore della sua socia. Il leghista ligure Alessandro Puggioni annuncia che non si candiderà dopo aver preso il bonus.

«Ho fatturato zero con la mia partita Iva»

«Non aspetto che qualcuno trafughi notizie, né che l’INPS renda noti i nomi, ma preferisco dire subito che, pur essendo Sindaco di un piccolo comune, ho chiesto il bonus da 600 euro come libero professionista. E non l’ho fatto per rubare qualcosa, ma per un semplice e chiaro motivo: dopo l’ultima fattura del 26 febbraio, a marzo, aprile e maggio ho fatturato ZERO con la mia partita Iva», ha detto Federico Broggi, segretario provinciale del Pd di Como nonché sindaco di Solbiate con Cagno, Comune di circa 4.000 abitanti.

«L’ho chiesto perché ne avevo diritto e ne avevo bisogno»

«Voglio essere trasparente fino all’inverosimile: ho chiesto e ottenuto, così come 142.000 avvocati in Italia, il bonus professionisti legato al Covid-19 semplicemente perché ne avevo diritto e ne avevo bisogno. 600 euro per il mese di marzo e 600 euro per il mese di aprile. E non me ne vergogno: perché di professione faccio l’avvocato e non il politico!!! E lo sanno tutti che anche la giustizia, così come tanti settori, nei mesi di marzo e aprile è stata completamente paralizzata e noi avvocati non abbiamo lavorato: non abbiamo svolto cause e non abbiamo potuto ricevere clienti», così sul suo profilo facebook Rosario Piccioni, consigliere comunale a Lamezia Terme, candidato sindaco – sconfitto – col sostegno di due liste civiche di ispirazioni di sinistra alle amministrative del novembre scorso.

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