Lavoro, addio alle causali fino a dicembre  per frenare il calo del lavoro a termine

Lavoro, addio alle causali fino a dicembre per frenare il calo del lavoro a termine

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Il decreto Agosto viene in aiuto ai lavoratori a tempo determinato anche con nuove indennità per i lavoratori stagionali e a termine del turismo e degli stabilimenti termali, rimasti senza impiego. L’obiettivo è arginare gli effetti dell’epidemia di Covid-19

di Valentina Melis

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Il decreto Agosto viene in aiuto ai lavoratori a tempo determinato anche con nuove indennità per i lavoratori stagionali e a termine del turismo e degli stabilimenti termali, rimasti senza impiego. L’obiettivo è arginare gli effetti dell’epidemia di Covid-19

3′ di lettura

Stop alle causali fino a dicembre e nuove indennità per i lavoratori stagionali e a termine del turismo e degli stabilimenti termali, rimasti senza impiego. Sono le due misure con le quali il decreto Agosto viene in aiuto ai lavoratori a tempo determinato. L’obiettivo è arginare gli effetti dell’epidemia di Covid-19 che ha visto rallentare pesantemente il ritmo di attività (e di assunzioni) in interi settori, dai servizi di alloggio e ristorazione al turismo, dal commercio alla manifattura.

La situazione dopo il Covid-19

I contratti a tempo determinato rappresentano il 70% delle attivazioni di nuovi rapporti di lavoro: cioè due lavoratori su tre cominciano il proprio rapporto «a tempo».

In base ai dati forniti dall’Inps al Sole 24 Ore del Lunedì, basati sulle denunce Uniemens delle aziende (cioè i dati sulle retribuzioni versate ogni mese, sulle quali si calcolano poi i contributi dovuti), i lavoratori a tempo determinato si sono ridotti del 67% a maggio 2020 rispetto allo stesso mese del 2019 (passando da 2,93 a 1,96 milioni). I lavoratori stagionali seguono esattamente lo stesso andamento: a maggio di quest’anno erano un terzo rispetto a quelli in forza nello stesso mese del 2019.

Se si guarda ai dati di quest’anno, il numero di lavoratori a tempo determinato si è assottigliato progressivamente da gennaio a maggio, con un vero e proprio crollo a giugno, se fossero confermati i dati – ancora parziali – dell’ultimo periodo del semestre.

Come si vede dal grafico a lato, rispetto a un calo medio nazionale del 21,5% fra gennaio e maggio (539mila lavoratori a termine in meno), nel territorio le variazioni sono differenziate. I lavoratori a tempo si sono ridotti a un terzo ad Aosta, si sono dimezzati a Trento e Bolzano, fanno registrare cali intorno al 30% da Firenze a Roma, da Perugia a Torino.

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