CORONAVIRUS: Quasi 1 italiano su 2 che TORNA dall’ESTERO è POSITIVO, ma tra i MIGRANTI solo il 3%, parla LOCATELLI

CORONAVIRUS: Quasi 1 italiano su 2 che TORNA dall’ESTERO è POSITIVO, ma tra i MIGRANTI solo il 3%, parla LOCATELLI

CORONAVIRUS: Quasi 1 italiano su 2 che TORNA dall’ESTERO è POSITIVO, ma tra i MIGRANTI solo il 3%, parla LOCATELLI

Il Presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco LocatelliIl Presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco LocatelliLo aveva detto qualche tempo fa Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico.

Che l’Italia stesse meglio, in termini di contagi, rispetto ad altre nazioni, era un dato di fatto, ma ciò non doveva assolutamente farci abbassare la guardia, anzi, bisognava stare ancora più attenti e intensificare l’individuazione dei possibili focolai. Il pericolo sarebbe potuto arrivare dai tanti italiani in vacanza lontano dalla propria casa, in particolare all’estero.

Adesso arriva la conferma e la notizia è di quelle che fa sensazione. “A seconda delle Regioni, il 25-40% dei casi sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia. Il contributo dei migranti è minimale, non oltre il 3-5% sono positivi e una parte si infettano nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate”. E a fornire il dato è proprio il prof. Locatelli.

Dunque, a conti fatti e a seconda della zona di provenienza, fino a quasi un italiano su due di rientro dall’estero risulta positivo al COVID-19.

In un’intervista rilasciata al quotidiano Corriere della Sera, Locatelli, dopo aver toccato lo scottante tema dei nuovi focolai, si è soffermato anche sul prossimo futuro.

Sulla scuola, in primis: “le scuole saranno riaperte ad ogni costo. I contagi aumentano, ma siamo ancora in vantaggio e possiamo contenere l’epidemia. O seguiamo le regole o rischiamo di dover chiudere altre attività dopo le discoteche. Il rischio non va escluso. Oggi chiudono le discoteche, domani chissà. Dipende da noi cittadini. Abbiamo ancora dei vantaggi, sfruttiamoli”.

Infine, il Presidente del Css, è tornato sull’argomento discoteche: “Senza dubbio l’inizio della stagione estiva ha comportato la necessità di considerare alcune riaperture per non danneggiare l’economia del turismo e per consentire agli italiani di godere le vacanze in località montane e marittime, evitando l’estero. Forse, si doveva prestare maggiore attenzione al rispetto delle regole d’oro: indossare la mascherina nei luoghi chiusi e all’aperto in caso di impossibilità a mantenere il distanziamento interpersonale adeguato, osservare una scrupolosa igiene delle mani ed evitare assembramenti. La scelta di chiudere le discoteche era improcrastinabile. Avrà un impatto economico, purtroppo, ma la salute viene prima di tutto e quanto abbiamo visto accadere nelle discoteche come luoghi di assembramento va evitato altrimenti rischiamo di ritrovarci presto in una situazione più allarmante”.

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