Vietato dire profilattico nel giorno anti AIDS in RAI

lunedì 5 Dicembre 2011 - Spettacoli

Vietato dire profilattico nel giorno anti AIDS in RAI La parola profilattico nell' Italia del 2011 è ancora un tabù. Almeno lo è per la Rai e per il ministero della Salute, che da pochi giorni è guidato da Renato Balduzzi. Non bisogna pronunciarla nemmeno in occasione della giornata mondiale contro l' Aids. Che è stata celebrata ieri, con una serie di trasmissioni su Radio 1

A svelare la natura di tabù del profilattico – strumento indispensabile per scongiurare contagi da malattie sessualmente trasmissibili – è stato il Corriere della sera, che riporta alcuni stralci della mail del Mnistero inoltrata alle redazioni dei programmi:

Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto.

A firmare questa comunicazione è la funzionaria Rai, Laura De Pasquale, interprete della linea adottata dal neo-ministro Renato Balduzzi. L’ufficio stampa del Ministero smentisce una mail dalle direttive così rigide e soprattutto obsolete nel 2011, ma le reazioni avverse non si sono fatte attendere, assodata la scomparsa del condom dalla Rai in una giornata così importante. Già ieri Rosaria Iardino, presidente e fondatrice del Network Italiano Persone Sieropositive, lamentava l’omissione di questa temutissima parola dopo la conferenza stampa di presentazione della giornata contro l’Aids, promossa dal Ministero:

Sono davvero arrabbiata perché non cambia mai niente. Si è parlato di tutto tranne che dell’unica cosa veramente importante: il profilattico. È una semplice parolina che nessuno ha mai il coraggio di dire.

Inspiegabili retaggi religiosi o ideologici, che a quanto pare rendono inutile qualsiasi campagna di prevenzione degna di questo nome. Se il profilattico non va bene, quale piano B hanno in mente i comunicatori per sensibilizzare e informare la popolazione sull’Hiv?


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